Marc Didou

Marc Didou ha studiato alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest. Ha ottenuto un diploma di laurea in Espressione plastica nel 1987, iniziando successivamente a lavorare l'acciaio. Realizza le sue prime sculture in ferro battuto nel 1988. La sua prima personale viene organizzata presso il Museo delle Belle Arti di Brest nel 1991. Il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea della Bretagna gli dedica una mostra prima al TNB a Rennes nel 1993, poi, nel 1995, al museo della Cohue a Vannes. Insegna alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest dal 1999 al 2004. I suoi lavori sono stati esposti dalla galleria Martini&Ronchetti di Genova nel 2002, 2005 e nel 2009, e da diverse istituzioni d’arte in Italia: il Museo d'arte contemporanea Villa Croce a Genova nel 2003, la Fondazione Raggianti a Lucca nel 2004. Nel 2005 viene inaugurata a Torino la scultura sonora 'Eco', collocata nel settore della Mole Antonelliana. Espone nel Regno Unito alla Queen’s University di Belfast nel 2007. Opere Marc Didou è stato salutato da Mark di Suvero come “uno dei pionieri dell’arte del ferro battuto”. Fino al 1998 realizza sculture e costruzioni modulari in acciaio, spesso di grandi dimensioni, i cui temi ricorrenti fanno riferimento...
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Marc Didou ha studiato alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest. Ha ottenuto un diploma di laurea in Espressione plastica nel 1987, iniziando successivamente a lavorare l’acciaio. Realizza le sue prime sculture in ferro battuto nel 1988. La sua prima personale viene organizzata presso il Museo delle Belle Arti di Brest nel 1991. Il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea della Bretagna gli dedica una mostra prima al TNB a Rennes nel 1993, poi, nel 1995, al museo della Cohue a Vannes. Insegna alla Scuola Superiore delle Belle Arti di Brest dal 1999 al 2004. I suoi lavori sono stati esposti dalla galleria Martini&Ronchetti di Genova nel 2002, 2005 e nel 2009, e da diverse istituzioni d’arte in Italia: il Museo d’arte contemporanea Villa Croce a Genova nel 2003, la Fondazione Raggianti a Lucca nel 2004. Nel 2005 viene inaugurata a Torino la scultura sonora ‘Eco’, collocata nel settore della Mole Antonelliana. Espone nel Regno Unito alla Queen’s University di Belfast nel 2007.

Opere

Marc Didou è stato salutato da Mark di Suvero come “uno dei pionieri dell’arte del ferro battuto”. Fino al 1998 realizza sculture e costruzioni modulari in acciaio, spesso di grandi dimensioni, i cui temi ricorrenti fanno riferimento alla biologia e al corpo umano. In seguito, si è allontanato dall’approccio empirico ai materiali per dedicarsi a una ricerca obiettiva metodica e scientifica. Nel 1996 debutta con la serie di sculture realizzate con la tecnica della risonanza magnetica, utilizzando appunto le tecnologie dell’imaging biomedico. Nelle sue installazioni Marc Didou esplora anche l’interazione tra oggetto e fenomeni luminosi; riattualizza le leggi dell’anamorfosi mettendo in discussione la nozione del reale e del virtuale.

(1963, Brest, France)

After postgraduate studies in art history and painting at Brest School of Art (Brittany) Marc Didou learnt steelwork, beginning at the end of the years 1980 with a practice in wrought iron. Though the dreamlike spirit driving his first sculptures was combined with the technical exactness of craftmanship, his work gradually took an environmental course. With the large modular structures of site specific installations such the “Chains” (1994-95) series and the “Plasma Project” (1995-96) his works enter the public space.

His first solo show took place in 1991 at the Brest Museum of Art. Then followed “Champ libre à Marc Didou” at the Brittany National Theatre in Rennes, France, organized by the FRAC in 1993, and “Marc Didou, sculpture dans la ville” at Musée de la Cohue, Vannes, France, in 1995. During these years he resided in the international site “La Vie des Formes” in Châlon-sur-Saône, France, in 1993, and in the “Socrate Sculpture Park” in Long Island, New York, invited by American sculptor Mark di Suvero.

His work has also been acknowledged through pieces created with an other workmanship. In the mid-1990 his experiments in sculpture have prompted Marc Didou to substitute a scientific approach to steelwork tools. The “Sculptures by magnetic resonance” series (1996) is an outstanding event introducing medical diagnosis technologies in an artistic process. Instead of refering to traditional sculpture and modelling technics, Marc Didou starts from a tomographic investigation that carves up the body in a sequence of MRI images before recombining it in a volume revealing the resonant and volatile bed rock of the operating process. The digital treatment and high-tech source of these works don’t obliterate the hand-made shaping or the importance of materials cherry picked by the artist among classical sculpture stock pieces as well as in the catalogue of synthetic and industrial materials.

Marc Didou has also revisited the topics of anamorphosis and optical illusions. Far from being an anachronism and a simple technical trick, anamorphosis is for him an opportunity to think the then more than ever blurred relationships between the real world and the virtual space. Works such as “Resonances” (1997) and “Discs Mirrors” (2006) act like interactive stagings where the search for a tangible truth systematically collides with the immateriality of an adulterate projection. The leitmotiv of these works is made up by variations in the tickness of materials (“Resonances”) or by repercussions of light waves (“Discs”). Methodical alterations of these parameters lead to a reversal in the reading of the work that generates a philosophical query about the truth value of our sensorial perceptions.

Marc Didou had solo shows at the Martini & Ronchetti Gallery, Genoa, Italy, in 2002, 2005 and 2009; at the Sant’Agotino Museo, Genoa, in 2005; and at Queen’s University Belfast, UK, in 2007. His work has been shown in group exhibitions such as “Il viaggio dell’Uomo immobile”, Villa Croce Contemporary Art Museum, Genoa (2003); “Arte del Video”, Raggianti Foundation, Lucca, Italy (2004); “In and Out, Opera a Ambiante nella dimensione glocal”, Michetti Foundation, Francavilla al Mare, Italy (2005), where he won the 56th Michetti Prize.